Perché una biopsia cutanea

Non sempre l’esame clinico, anche se supportato da tecnologie sempre più sofisticate, consente al Dermatologo di dare risposte certe sulle innumerevoli patologie che possono affliggere la cute. Un semplice prelievo di un piccolo frammento di pelle può contribuire a risolvere i problemi diagnostici grazie all’esame anatomo patologico (istologico) che consente un’interpretazione microscopica specifica della cute alterata.

La biopsia uno degli interventi più frequenti praticati dal chirurgo dermatologo. L’esperienza specifica del Dermatologo è in grado di riconoscere rapidamente le caratteristiche cliniche che contraddistinguono le varie patologie della pelle individuandone gli elementi alterati che maggiormente si prestano ad essere esaminati istologicamente.

La scelta della sede e della modalità del prelievo cutaneo sono fondamentali per fornire all’Anatomo Patologo frammenti di cute idonei ad essere studiati. Una volta ottenuto il referto istologico, il Dermatologo è in grado di selezionare accuratamente le varie opzioni terapeutiche possibili tra le quali poter scegliere, assieme al Paziente, quelle che più si addicono alla sua particolare situazione.

La biopsia cutanea è un intervento poco invasivo, praticamente indolore, che viene realizzato in anestesia locale all’interno dell’ambulatorio chirurgico, quindi senza la necessità di ricorrere al ricovero in ospedale – al fine di ottenere, in tempi brevi, una risposta in grado di fornire preziose informazioni sulle specifiche patologie individuate clinicamente. Il conforto di una diagnosi istologica sicura riduce i disagi derivanti da situazioni d’incertezza che, basandosi esclusivamente su ipotesi cliniche, possono condurre a trattamenti meno precisi o addirittura inadeguati.

Possono necessitare di una biopsia cutanea:

  • Tutte le lesioni pigmentate di origine incerta (nei, melanosi, macchie scure irregolari)
  • Patologie di origine incerta indotte da danni solari
  • Alterazioni di origine tumorale
  • Patologie infiammatorie di carattere cronico di difficile interpretazione
  • Modificazioni a carico di patologie considerate stabili e non pericolose
  • Patologie virali di incerta interpretazione

Tipologie di biopsia

  • Biopsia Shave: asportazione tangenziale di un sottile strato di pelle;
  • Biopsia Punch: asportazione di un piccolo cilindro di pelle a tutto spessore, perpendicolarmente alla sua superficie;
  • Biopsia Incisionale: asportazione di una losanga di cute, a tutto spessore, a cavallo del bordo visibile della patologia;
  • Biopsia Escissionale: asportazione completa della cute contenente la patologia da esaminare con un adeguato margine di sicurezza.

Il Dermatologo identifica le sedi dei prelievi sulla cute dei Pazienti  In casi specifici, per facilitare il lavoro dell’Anatomo Patologo, vengono scattate delle foto che vanno ad integrare le informazioni contenute nel modulo di richiesta dell’esame.

Il Dermatologo procede ad anestetizzare le aree da trattare utilizzando tecniche d’infiltrazione. L’effetto finale consente al Chirurgo di operare in tranquillità ed al Paziente di vivere questa esperienza in modo del tutto indolore. L’anestesia è completa nelle aree anatomiche trattate: le sensazioni dolorose non vengono assolutamente percepite dal paziente.

Il Chirurgo Dermatologo provvede ad effettuare i prelievi di cute previsti utilizzando una o più delle quattro tecniche precedentemente citate (shave; punch; incisionale; escissionale). Pone quindi i frammenti di cute singolarmente in appositi contenitori per la conservazione dei tessuti biologici.

Tecniche

La biopsia incisionale si pratica a scopo diagnostico su lesioni di una certa dimensione. Consiste nel praticare, previa anestesia locale, una incisione ellittica che passando per il bordo della lesione permetta di asportare un pezzo della lesione e un pezzo di pelle peri-lesionale.

La biopsia escissionale consiste nella completa rimozione della lesione. Rappresenta il trattamento  definitivo per la maggior parte delle lesioni superficiali e deve comprendere un margine di cute normale (2-5 mm) ed il tessuto sottocutaneo corrispondente, rispettando la fascia muscolare sottostante. L’incisione e’ generalmente a losanga centrata sulla neoformazione.
Sia nella biopsia incisionale che escissionale si suturano i bordi cercando di ottenere il miglior risultato estetico.

Per i prelievi cutanei a tutto spessore (punch – incisionale – escissionale) è previsto l’avvicinamento dei lembi con suture sottili in grado di affrontare perfettamente i margini della ferita orientandoli lungo le linee naturali di rilassamento della pelle. Nei prelievi a spessore parziale (shave) non è necessaria alcuna riparazione chirurgica in quanto i tessuti guariscono da soli, con l’ausilio di opportune medicazioni.

La durata dell’intervento dipende dall’estensione, dal numero e dalla tipologia delle biopsie programmate ma solitamente richiede dai 15 ai xx minuti, a seconda del lembo cutaneo che deve essere asportato e se vi sono più parti della cute da dover essere prelevate.

Post intervento e convalescenza

Al termine dell’intervento, la sensazione di disagio è minima. La maggior parte dei pazienti riferisce un modesto senso di tensione nelle sedi operate. In ogni caso, i Pazienti trascorrono un periodo di osservazione di circa xx-xx minuti e quindi vengono dimessi. Semplici applicazioni di ghiaccio sono in grado di minimizzare la sintomatologia che si risolve solitamente entro le prime 2 giornate post-operatorie.

Le medicazioni vanno rinnovate e protette per un periodo di tempo adeguato (solitamente 5-10 giorni). L’attività lavorativa può riprendere immediatamente nel caso di escissioni di piccole dimensioni. Nel caso di interventi più importanti è previsto un periodo di convalescenza di 24-48 ore. La prima visita di controllo è programmata allo scadere del tempo stabilito per il ciclo di medicazioni.

E’ bene ricordare che le cicatrici chirurgiche rimangono sensibili ai raggi solari per un periodo di 4-5 mesi, in alcuni casi anche di più. I Pazienti devono proteggerle adeguatamente con opportuni filtri solari.

Per ritirare il referto della biopsia cutanea il paziente deve generalmente aspettare tra i 10 ed i 15 giorni. Il referto istologico scritto con il commento delle conclusioni del Anatomo Patologo, non appena acquisito – viene consegnato ed illustrato al paziente dal Chirurgo Dermatologo in occasione di una visita di controllo e consente di fare, insieme al Paziente, il punto sulla specifica patologia da trattare e di individuare le strategie terapeutiche più adeguate.

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