FIV

La fecondazione in vitro (FIV) è la tecnica di riproduzione assistita in cui l’unione degli ovuli e gli spermatozoi avviene in laboratorio (da qui il suo nome “in vitro”), per riuscire ad ottenere embrioni che saranno trasferiti nell’utero alcuni giorni dopo. Se si ottiene una gestazione, si evolverà in modo naturale come qualsiasi altra gravidanza.

L’ovulo, e in seguito l’embrione, sono come un uovo; hanno quasi tutto quello di cui hanno bisogno per sopravvivere, necessitano solo di essere incubati nell’ambiente adeguato per svilupparsi (temperatura, oscurità, osmolarità, pH e nutrienti basici). Nel laboratorio di Riproduzione Assistita ed Embriologia cerchiamo di far si che l’ambiente sia il più simile possibile a quello che sarebbe presente nelle tube di Falloppio se la fecondazione fosse avvenuta “in vivo”.

Il terzo giorno, l’embrione, di solito possiede 8 cellule. Ogni cellula possiede la stessa informazione; si chiamano totipotenti. A partire da questo punto, gli embrioni cominciano ad aver bisogno di altre sostanze e fattori di crescita che vengono forniti con i mezzi di coltura in Laboratorio.

Normalmente la FIVET si fa con un trattamento ormonale per ottenere più di un ovulo. Idealmente cerchiamo di ottenere la crescita di 8-10 follicoli tra le due ovaie. In questo modo aumentiamo le possibilità di ottenere un embrione che possa attecchire. In un ciclo di FIVET si concentrano tutti gli ovuli che una donna potrebbe avere in un anno.

In definitiva, in un mese otteniamo quello che in condizioni normali otterremmo in un anno, favorendo la fecondazione e potendo perfino selezionare gli embrioni con più possibilità di attecchimento. Tutto ciò fa si che questa tecnica sia la più efficace della riproduzione assistita (40% per ciclo).

STIMOLAZIONE ORMONALE

Normalmente, il trattamento di stimolazione ormonale usato per la FIVET necessita di una dose più alta che per l’inseminazione, visto che bisogna ottenere una risposta ovarica maggiore. Anche se, un numero eccessivo di ovuli può peggiorare la percentuale di attecchimento embrionario, dato che l’iperestrogenemia che l’accompagna è pregiudizievole per la recettività endometriale. Pertanto, l’obiettivo è ottenere un numero ideale di ovuli che assicurino la fecondazione e la successiva selezione embrionaria, non compromettendo l’attecchimento.

Una stimolazione ormonale adeguata, convenientemente personalizzata, controllata attraverso ecografie e livelli plasmatici di estradiolo, sarà importante per la riuscita della tecnica.

Il recupero di ovuli o prelievo follicolare è un procedimento chirurgico ambulatoriale che si realizza per via vaginale, ecoguidato. Per fare il prelievo follicolare transvaginale, uniamo alla sonda ecografica una guida per dove passerà l’ago. Il prelievo di ognuno dei follicoli ovarici si fa aspirando il suo contenuto liquido e anche l’ovulo che sta nuotando al suo interno. Durante il processo di aspirazione, i tubi di raccolta del liquido follicolare si mantengono ad una temperatura costante di 37º C dentro un blocco termico.

Il procedimento dura tra i 15 e i 30 minuti e si effettua sotto una leggera anestesia, il che permette il massimo confort e sicurezza della paziente. Normalmente il recupero è rapido e la paziente esce dalla clinica dopo 2 ore. Le probabilità di complicazioni sono minime. Il prelievo degli ovociti si esegue in sala operatoria perché richiede delle condizioni di sterilità e l’uso di anestesia. Nonostante ciò, la sala operatoria del nostro Centro si usa esclusivamente per la fertilità, per questo offre un ambiente sano e rilassato: uno spazio privilegiato, unico e accogliente che gradiscono molto i nostri pazienti.

Se nel campione analizzato in laboratorio si trovano ovuli, il pertner maschile dovrà raccogliere il campione di seme. Sotto al microscopio, le embriologhe cercano gli ovuli dentro il liquido follicolare. Gli ovuli sono le cellule più grandi del corpo umano e insieme alle cellule del cumulo, si possono vedere con facilità. Gli ovuli si lavano per rimuovere i globuli rossi e si conservano in un liquido di coltura.

Gli spermatozoi si selezionano attraverso un processo di centrifugazione in gradienti di diverse densità. Sono sufficienti pochi spermatozoi però della migliore qualità possibile. Per questo insistiamo molto sull’importanza di ottenere il campione di seme con pochi giorni di astinenza sessuale tra 2 e 3 giorni (mai più di 3), visto che più aumentano i giorni di astinenza, più aumenta la quantità di spermatozoi con il DNA frammentato.

FECONDAZIONE CONVENZIONALE (FIVET CLASSICA)

S’incubano gli ovuli con una concentrazione di spermatozoi mobili di 200.000/ml affinché si fecondino in modo spontaneo e naturale. In caso di fattore maschile severo o in fallimenti di fecondazione in un ciclo di FIVET precedente non si realizza questa tecnica e si microiniettano tutti gli ovuli.

MICROINIEZIONE SPERMATICA INTROCITOPLASMATICA (ICSI)

icsiSi seleziona uno spermatozoo mobile per ogni ovulo maturo e attraverso una microcannula e tecniche di micromanipolazione, si deposita dentro al citoplasma ovocitario. Si pratica in casi di fattore maschile severo, quando la concentrazione di spermatozoi è molto bassa oppure non presentano una mobilità adeguata.

Il giorno dopo il prelievo ovocitario potremo valutare quanti ovuli si sono fecondati correttamente osservando la presenza di due pronuclei. In ogni pronucleo si trova la metà dell’informazione genetica della donna e dell’uomo. Un giorno dopo si saranno divisi e potremo valutare la qualità embrionaria. In questo momento, l’embrione dovrebbe avere 4 cellule.

Il terzo giorno dopo il prelievo ovocitario, gli embrioni dovrebbero arrivare a 7-8 cellule. Gli embrioni si classificano a seconda del numero di cellule, della frammentazione, del ritmo di divisione, della presenza di nuclei e di altri parametri, in una scala di gradazione che va dall’ 1 al 4. Quanta più qualità embrionaria, maggiori possibilità di attecchimento embrionario.

Il giorno e l’ora del transfer si deciderà in funzione del numero e della qualità degli embrioni, così come delle condizioni particolari di ogni coppia.

Il transfer embrionario è l’ultimo passo del processo di fecondazione in vitro e un punto chiave per la sua riuscita.

Il transfer dell’embrione lo facciamo in condizioni di massima sterilità e raramente richiede anestesia né sedazione. Con un catetere molto sottile, simile a quello che usiamo per le inseminazioni, introduciamo gli embrioni dentro l’utero. Tutto il processo si realizza guidati da un’ecografia addominale, visualizzando il punto esatto dove si trova il catetere e la goccia di liquido che contiene gli embrioni. Nei casi in cui sia possibile, realizziamo il transfer usando il propio liquido follicolare che, siccome è molto più denso dei liquidi di coltura, ammortizza l’impatto del transfer e facilita l’attecchimento dell’embrione nell’endometrio.

Il numero di embrioni da trasferire dipenderà dall’età della paziente, dalla storia precedente della coppia (anni di sterilità, trattamenti di riproduzione assistita precedente), dalla qualità dei gameti (ovuli e  spermatozoi) e dal numero e dalla qualità degli embrioni. È una decisione congiunta e consensuale tra i professionisti che hanno preso parte al processo e la coppia.

Prima del transfer, il ginecologo e l’embriologa si riuniranno per valutare i risultati di tutti i procedimenti, per valutare i vostri embrioni e consigliarvi il numero di embrioni da trasferire considerando le maggiori possibilità di gravidanza e le minime di gestazione multipla.

Alla fine, sarete voi, in coppia, che deciderete quanti embrioni trasferire. Il clinico che vi accompagnerà in queste decisioni e che realizzerà il transfer sarà lo stesso che si è preso cura di voi sin dall’inizio. Conoscendovi potrà offrirvi tutto il supporto medico ed emozionale di cui avete bisogno.

Non raccomandiamo un riposo speciale dopo il transfer embrionario. Ci sono molte pubblicazioni scientifiche che dimostrano che il riposo non aumenta le probabilità di gravidanza.

Caratteristiche Intervento

1. Prelievo degli ovuli:

Una volta ottenuta la maturazione dei follicoli, si procede ad aspirarli per ottenere gli ovuli. Questa operazione viene effettuata tramite agoaspirazione ovarica controllata mediante ecografia in sala operatoria, con una leggera sedazione. L’intervento dura in genere 15 minuti e la paziente, di solito, torna a casa 2 ore dopo lo stesso.

2. Transfer di embrioni;

Diversamente dal prelievo degli ovuli, il processo per restituire gli embrioni all’utero non ha bisogno di alcun tipo di anestesia e, in genere, è un procedimento semplice e rapido. Mediante una sottile cannula di plastica, gli embrioni da trasferire vengono introdotti nell’utero attraverso l’orificio cervicale, sotto supervisione ecografica in modo da assicurarci che vengono deposti nel luogo corretto dove possono impiantarsi.

Una volta noto il numero di embrioni viabili, si decide quanti verranno trasferiti, mentre gli altri verranno criopreservati e immagazzinati nella banca di embrioni per eventuali tentativi successivi. Il numero di embrioni da trasferire verrà stabilito in base a diversi parametri come la qualità embrionale, le caratteristiche e l’età della paziente, i tentativi precedenti di gestazione tramite FIV, ecc. In generale si trasferiscono 1 o 2 embrioni e solo eccezionalmente se ne possono trasferire 3, il numero massimo previsto dalla legge.

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